Quelle ragazze – La recensione

Quelle ragazze il corto simbolico che gioca sui contrasti cromatici

Quelle ragazze è un horror che, pur se concentrato in appena 16 minuti, non ha molto da invidiare a un lungometraggio, per pathos, effetti e atmosfere.

Con un inizio in medias res e una struttura ad anello, ha uno schema semplice e lineare, ma non per questo di minor effetto e ugualmente in grado di catturare l’attenzione dello spettatore dal primo all’ultimo frame: pochi attori principali sulla scena (appena tre, più un paio di comparse) e l’immancabile voice off che funge da legante e conduce il riguardante nel vivo delle vicende, fanno da corollario a due encomiabili punti di forza.

Quelle ragazze è un corto dal linguaggio professionale, lo si può notare già dai primi fotogrammi, con delle spettacolari inquadrature a volo d’uccello su un paesaggio bucolico che trasmette pace e serenità; ma le cose inaspettate avvengono sempre al tramonto, quando puoi comprenderle e sono particolarmente degli spettacolari tramonti a imperare lungo il corso della narrazione.

La magistrale fotografia è supportata anche dalla scelta di location attentamente ponderate: così dai campi aperti di un paesaggio on the road, si passa ai palazzoni di cemento dal gusto vintage che ben si sposano con l’angoscia che ogni horror che si rispetti, inevitabilmente, porta con sé: da caldi e brillanti, i colori si spengono, divengono cupi e inquietanti e questo quanto più ci si avvicina al punto di svolta che divide di netto la sceneggiatura cambiando radicalmente le certezze.

Quelle ragazze
Il cast di “Quelle ragazze”

Punti di svolta che in qualche circostanza risultano, a dire il vero, alquanto prevedibili, ma non più di quanto non avvenga con pellicole per il grande schermo o addirittura cult e questo particolare contribuisce a denotarne uno che volge certamente a favore: grazie a battute apparentemente non degne di nota a fronte di un monologo molto significativo e a inquadrature pienamente studiate, il regista riesce a darci sentore del prosieguo senza scoprirsi le carte e annullare completamente l’effetto sorpresa: capacità di cui sono dotati quasi esclusivamente i veterani del mestiere.

Ma Quelle ragazze non è soltanto questo: ci troviamo davanti a un cortometraggio altamente simbolico e non solo per le ore in cui viene scelto di girarlo, ma per tanti piccoli particolari che il regista sapientemente dissemina lungo il suo lavoro, parlandoci perlopiù con un linguaggio muto, assolutamente visivo, giocato talvolta anche su contrasti cromatici, fino ad abbracciare quello ideologico di cui è emblema il nome del protagonista.

L’unica pecca è l’intonazione degli attori, alle volte appena un po’ troppo cantilenante, ma ben compensata dalla mimica facciale, in particolare quella delle due attrici e da un trucco che non osa, ma rende pienamente l’idea pur mantenendosi naturale.

È un corto tutto sommato godibile, candidato a piacere anche a chi non apprezza gli horror, grazie all’interesse che è in grado di suscitare e al taglio non particolarmente aggressivo che tuttavia non rinuncia a regalare una buona dose di adrenalina, incrementata anche da un montaggio spettacolare e da un silenzio tombale, all’inizio della scena clou, che riesce ad essere molto più inquietante di qualsiasi musica si fosse deciso di inserire.

7.5/10

Una recensione di Roberta Manfredi

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