Il Debito – La recensione in anteprima

Lo staff di Cinefilia – Blog Recensionistico ha visionato in anteprima il nuovo ed atteso cortometraggio horror del giovane regista Luca Bertossi, che ormai sta sempre più consolidando un’esperienza professionale in tale genere cinematografico. Da sempre vicini anche ad un cinema indipendente, e alla scoperta di nuovi talenti, il blog attraverso tali articoli solidifica una visione chiara (da sempre) per uno studio critico contemporaneo, che ha come pilastro l’assunto che il cinema si può fare ovunque e anche con poco, perché è allo stesso tempo sia un’arte applicata – per dirla alla Mario Monicelli – sia magicamente immediata.

Il Debito (prodotto da Deep Mind Film Factory) non è solamente il titolo del corto messo lì a caso, bensì rappresenta il tema e il plot che girano attorno ai circa venti minuti di visione. Quasi tutta la narrazione si svolge all’interno di una casa (solidificando il concetto filmologico della closed room come spazio di ambientazione scenografica), ove tre ragazzi, anzi tre fratelli, devono discutere insieme all’avvocato il dà farsi sulla casa della madre, morta per cause misteriose.

Lo spazio filmico risicato della dimora di provincia – risaputo per chi mastica tale elemento di origine teatrale – fa salire gradualmente l’intensità dei e tra i personaggi, intrecciandosi con le tematiche più puramente horror care a Bertossi, il quale non manca di inserire suspense, malinconia, disagio ed atmosfera dark con un uso funzionale delle luci, insieme ad un montaggio che gestisce i ritmi dell’azione tra visibile e non, e gli sbalzi emotivi dei protagonisti.

Tale descrizione sembra fin troppo imponente, in relazione ad un cortometraggio, d’altronde, va ricordato che l’impostazione narrativa della closed room, in primis richiama un minutaggio meno corposo (come visto spesso al cinema con pellicole internazionali e/o autoriali), dato che la visione dello spettatore è messa a dura prova in uno spazio unico, ed inoltre l’utilizzo del sogno come supporto per la scoperta della verità (un po’ come i metodi orientali dello Zen, attuati per esempio dall’agente Dale Cooper in Twin Peaks di David Lynch) permette sia al montaggio di creare una visione duttile e diversificata in tempi ristretti, sia la creazione di un metodo che renda esaustiva la vicenda nel breve termine.

Resta pur sempre l’enigma del titolo, che fidatevi sarà interessante per tutta la visione, perché esso non è inteso solamente e letteralmente come atto di pagamento, di risarcimento di qualcosa a qualcuno, bensì anche come conseguenza delle proprie azioni, che nel film di Bertossi è un mantra che riaffiora in ogni scena.

La cornice horror si intreccia con storie di vita, dissapori familiari, sofferenze emotive verso un passato insanabile e ipocrita, differenze di genere ove la solidarietà tra le donne si scontra con la forza bruta e primordiale, ossia con la fisiologica violenza attuata dal maschio come risoluzione alle sofferenze psicologiche e ai problemi quotidiani e/o esistenziali.Il Debito

Insomma una storia di una famiglia, con i suoi segreti e le sue peculiarità, con i suoi affetti e i suoi drammi, e con i suoi peccati originali; quelli sì che possono essere insanabili.

Non ci resta che consigliarvi prossimamente, la visione sulle piattaforme digitali che verranno messe a disposizione, de Il Debito di Luca Bertossi, ove l’horror (e non è la prima volta per il regista) viene utilizzato soprattutto per la descrizione di una società contemporanea attraverso temi che sono pur sempre tradizionali, purché evoluti in un contesto vicino alla nostra quotidianità. In sintesi una contaminazione postmoderna che va di moda oggi sia tra i corti, sia tra i lungometraggi (basti pensare che anche un sotto-genere come la distopia, da molti autori viene utilizzato come espediente per un’analisi sociale), per dare nuova vita ad un genere così importante per la storia del cinema, che da molti anni ha smarrito – per molteplici motivi – una verve classicheggiante.

Il debito si chiede e si paga, “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale o contraria”, lo insegna la fisica. Il debito come le conseguenze e la vendetta, le quali sono inevitabili perché arrivano sempre, trascendono il tempo e lo spazio, la realtà e il sogno.

 

Ecco il link per il trailer ufficiale:

https://www.youtube.com/watch?v=pu8qRtGET9A

 

A cura di Stefano Valva

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